Alessandra D'Agostino Body Wrapper

Ho sempre creduto di non aver bisogno di Lui.

  Se avete letto il post della mia proposta di matrimonio saprete che, dopo quel giorno, andammo in chiesa a prenotare la data delle nostre nozze. Scegliemmo il 3 settembre, nella parrocchia di San Matteo. Ci siamo invece poi sposati nella parrocchia di San Francesco d’Assisi, il 2 settembre. Nel “perché” di questo cambiamento c’è il senso della mia conversione.
Vi racconto .

Sono sempre stata una cristiana tiepida. Credevo in Dio, ma in maniera molto superficiale. Non che mettessi in dubbio la sua esistenza, ma semplicemente non avevo bisogno della sua presenza nella mia vita per cui non gli dicevo mai grazie, non andavo mai a messa, non pregavo mai, mai gli rivolgevo un pensiero. Tutto ciò che avevo nella mia vita era frutto della fortuna, non della grazia di Dio. Peccavo di superficialità. Tanta, troppa superficialità. Scegliemmo di sposarci in chiesa perché appunto ci reputavamo cristiani, eppure del matrimonio che stavamo organizzando la cosa a cui tenevo di più erano i fiori, ne volevo tantissimi e tutti rosa. Volevo solo un mega ricevimento. Mi vergogno tanto oggi a dirlo, ma avrei insistito per avere al nostro matrimonio una funzione religiosa piuttosto breve. Ricordo che una volta parlando con mio marito del matrimonio dissi “perché si sa, la cosa più noiosa del matrimonio è la messa!”. Stavo per sposarmi in chiesa e il posto che davo a Dio nella mia vita era l’ultimo, forse.

Il “caso” volle che nella parrocchia dove avremmo voluto sposarci, il corso prematrimoniale si teneva la domenica sera, giorno in cui noi lavoriamo, per cui Don Luigi ci propose di seguire il corso in una parrocchia vicina, e dopo ci saremmo sposati ugualmente nella sua parrocchia. Così facemmo.

I corsi nella nuova chiesa si tenevano il lunedì sera, e non sto neanche a dirvi con quanto poco entusiasmo ci andavamo. Non avevo voglia, né interesse. Forse erano più le assenze che le nostre presenze, e quando partecipavamo agli incontri passavo il tempo a guardare l’orologio. L’ora era interminabile!! Era il mese di ottobre. Arrivó poi Natale, ci proposero di confessarci, ma io quel giorno dovevo andare per i negozi per i regali natalizi, e chiaramente rinunciai alla confessione. Arrivó gennaio, e al corso del lunedì sera sentivo parlare di un ritiro spirituale che si sarebbe tenuto ad Assisi, invitavano tutti a partecipare, ma chiaramente, lungi da me andarci!! Fosse stata l’ultima cosa che avrei fatto. Avrei dovuto lasciare il lavoro per 3 giorni, avrei dovuto pagare 100€ per il pernottamento, e avrei dovuto passare tre giorni con delle persone che non mi erano simpatiche. Tre giorni a sentirmi la predica di un sacerdote che ovviamente voleva tirare l’acqua al suo mulino.

Erano le 6 di mattina del 27 febbraio del 2015, ed io e mio marito ci ritrovammo su un pullman che ci portava ad Assisi. Non so come, non so cosa ci avesse convinti, ricordo solo che dissi a mio marito “eppure questi qui ci hanno convinto. Ho buttato 100€!”. Arrivai ad Assisi con la massima diffidenza, ero sulle mie, ero chiusa verso gli altri perché li vedevo distanti da me, oltretutto per me la fede era un concetto solo per gli anziani. Ero troppo immersa nel mio mondo fatto di cose superficiali. Pensavo alla moda, ai viaggi, all’estetica, alla ricchezza. Non ero una cattiva ragazza, ero semplicemente troppo superficiale per poter ammettere di aver bisogno di Dio. Ad Assisi sentivo le testimonianze di ragazzi della mia età, di ragazzi come me, giovani, belli e vivi. In me iniziava a nascere la curiosità. Iniziai ad aprire uno scorcio del mio cuore. Pensavo “ma se tutti loro sono giovani come me, se tutti loro hanno Dio nella propria vita e sono così felici, ma perché non posso incontrarlo anche io?”

Ero Sotto il crocifisso di San Damiano, ho pregato tanto. Ho pregato con il cuore. Ho parlato a Dio. Gli ho parlato come se fosse un amico. Ricordo di avergli detto “ok Signore, io non ti ho mai permesso di entrare nella mia vita. Però oggi sono qui, e sono pronta. Non pretendo di recuperare in tre giorni ciò da cui scappo da una vita, però sono qui e sono pronta ad abbracciarti. Se tu ci sei, io voglio abbracciarti” e senza risposte sono andata via da quella chiesa. Quella preghiera era nel mio cuore, la custodivo tra me e Lui. Solo tra me e Lui.
La sera eravamo in hotel, trovai un bigliettino. Era chiuso e non so spiegarvi la sensazione che ho provato. Senza neanche aprirlo ho sentito un fuoco che mi bruciava dentro. Ho sentito un calore fortissimo al cuore mente mi batteva all’impazzata, quasi volesse uscirmi dal petto. Ho aperto il bigliettino e diceva “sono pronto ad abbracciarti, voglio il tuo amore!”
Ho pianto dall’emozione, ricordo di aver pianto davvero tanto quella sera.

Neanche vi so spiegare quei 3 giorni quanto mi hanno cambiata. Sono tornata stravolta, nuova, ricca. Ero partita rammaricata per i 100€ spesi, e quello che ho ricevuto lì non vale neanche miliardi di miliardi.

In cosa sono cambiata? Io sono quella di sempre, amante della moda, delle cose belle, dei viaggi, eppure oggi ho qualcosa in più. Ho Dio nel cuore . Ho avuto il privilegio e la fortuna di vivere la conversione insieme a mio marito, con la stessa esperienza e le stesse emozioni. Non passa un giorno che non ci ricordiamo di Lui, non passa un giorno che non gli diciamo grazie Signore . Grazie perché ho un marito che mi ama, grazie perché ho un tetto, grazie perché mi hai donato un figlio, grazie perché ho la salute. Tutte cose che prima davo per scontate. Oggi mettiamo insieme Dio nella nostra vita e non temiamo nulla. Affidiamo a Lui tutte le paure. Mi sento come una figlia coccolata dal suo papà. Mi sento come una bambina che sa che alle sue spalle c’è il suo papà che si occupa di lei.

Tornati da Assisi scegliemmo di cambiare parrocchia per il giorno delle nozze, scegliemmo la parrocchia di San Francesco d’Assisi e siccome la nostra data era già occupata abbiamo anticipato di un giorno le nozze. E quella messa che avrei pagato per far sì che fosse breve, è durata 1 ora e 15 minuti, e credetemi se vi dico che è stata 1 ora e 15 minuti di grazia. Il momento più bello di quel giorno.